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L'ULTIMO SORRISO. DEDICATO A MARCO SIMONCELLI

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Antonello Marziali

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SIMONCELLI

 

L’ultimo sorriso. Dedicato a Marco Simoncelli

Una curva e in pochi secondi si interrompe una vita, ma neanche secondi, un battito di ciglia, tutto sincronizzato alla perfezione: uno sbaglio, l’elettronica che ti fa scivolare in mezzo alla pista, l’impatto fatale con un'altra moto, il casco che non ti protegge più e poi è finita.

Marco è morto così, in un meccanismo perfetto messo a punto dalla fatalità che ha spezzato una giovane vita.

Marco era un giovane campione, una promessa del motociclismo italiano che tutti gli sportivi adoravano, assomigliava a Rossi: gran talento, un po’ guascone, un personaggio che ci divertiva con le sue battute, una risorsa per tutto il motociclismo.

Rimaniamo angosciati nel vedere l’immagine di Marco immobile su la pista di Sepang, lo stesso circuito che gli aveva dato la ribalta quando conquistò il mondiale piloti nella classe 250.

Rimaniamo increduli come lo sono gli sguardi di Valentino Rossi, di Stoner, del suo team che quasi non ci credono, sperano che Marco si rialzi e tutto divertito faccia una linguaccia alla telecamera e ci dica: “scusate era solo uno scherzo”.

Quanto sarebbe bello se fosse così ma la realtà è terribile, quasi la vorremmo prendere a calci perché la morte di un giovane ci lascia con tante domande e nessuna risposta.

Adesso ci saranno edizioni di telegiornali che ci elencheranno i successi, i momenti meno belli di una carriera troppo breve, è giusto, fa parte dell’informazione ma di Marco mi rimane quel sorriso alla partenza.

Ancora fermo con la sua moto, un saluto alla telecamera, quel viso da bambino, quei riccioli che ci rallegravano, quell’aria da eterno ragazzo.

Marco sarà per sempre un ragazzo, avremmo voluto vederlo vecchio a commentar le gare di motociclismo ma la sfortuna ha deciso che quelli di domenica fossero gli ultimi due giri del percorso di una carriera sportiva, del percorso della sua vita.

Ciao Marco.

Antonello Marziali



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